Con la riforma della Politica Agricola Comune (PAC), i fondi pubblici europei avrebbero dovuto sostenere l’agricoltura ‘verde’. Invece, un’inchiesta di un gruppo di giornalisti europei – di cui IRPI per l’Italia – ha scoperto come continuano a sovvenzionare fonti di inquinamento come i maxi-allevamenti di maiali e polli.

Si tratta di stabilimenti dove ogni anno vengono ingrassati centinaia di migliaia di capi di bestiame, prima di essere venduti ai macellatori e trasformati in Prosciutti di Parma o di San Daniele. Prodotti della tradizione ma con un prezzo ambientale non trascurabile: centinaia di tonnellate di ammoniaca rilasciate nell’atmosfera dagli escrementi degli animali, provocando l’acidificazione del suolo, e l’aumento di gas serra.

Nel 2015 in Italia 874 allevamenti hanno sforato il valore soglia di 10 tonnellate annue di ammoniaca stabilito dall’Agenzia Europea dell’Ambiente. Secondo l’analisi incrociata dei dati ambientali con il registro dei beneficiari della PAC, l’anno seguente il 67% di essi ha ricevuto sussidi pubblici per un totale di 25 milioni di euro.

Allevamenti altamente inquinanti, a finanziarli i fondi Ue “, di Matteo Civillini.
24 aprile 2018
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