di Cecilia Anesi e Giulio Rubino

Era in fuga fin dal 2009, per sfuggire all’ergastolo a cui era condannato in via definitiva per associazione mafiosa e omicidio, ma nonostante tutto riusciva a dirigere le attività del clan Nardo, uno dei più pericolosi della Sicilia.

Ma la latitanza del boss Sebastiano Brunno, classe 1958 è terminata oggi alle 13, quando gli uomini del Servizio Centrale Operativo (SCO) della polizia l’hanno rintracciato a Malta e arrestato dopo mesi di indagini sia nel territorio Siciliano che all’estero.

Un risultato importante, visto che Sebastiano Brunno era inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi. Protagonista della faida di mafia dei primi anni novanta fra il clan Nardo ed il clan Di Salvo, era stato autore dell’omicidio di uno dei membri del clan Di Salvo: Nicolò Agnello, ucciso a colpi di fucile l’11 Aprile del 1992 sulla strada fra Lentini e Scordia.

La pericolosità di Brunno dipende anche dal fatto che era considerato responsabile dell’alleanza fra la famiglia Nardo, potente nell’entroterra siciliano e nella zona di Augusta, e il gruppo Santapaola, il che lo rendeva di fatto uno degli uomini più importanti della mafia della Sicilia orientale.

Sebastiano Brunno era stato già colpito da un ordinanza di custodia cautelare nel 1994 per associazione mafiosa, e nel 1997 era già stato latitante, era stato poi arrestato nel 1999 assieme ad altre due persone con le quali era indagato per gli omicidi si Salvatore Di Salvo e Antonino Urzì. Scarcerato, era stato arrestato di nuovo nel 2000 nel corso dell’operazione ‘Santa Panagia’.

Adesso, grazie al lavoro dello SCO e delle Squadre mobili di Catania e Siracusa coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, è negli uffici di polizia de La Valletta, in attesa che vengano completate le pratiche per l’estradizione e presto sarà riportato in Italia a scontare la sua pena.

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