Dal primo maggio, la più grossa Banca di credito cooperativo lombarda si chiama BCC Milano, figlia della fusione tra le filiali di Carugate-Inzago, Sesto San Giovanni e, ultima arrivata, Cernusco sul Naviglio. Un’operazione che mette insieme 21mila soci, un patrimonio di 313 milioni di euro e 124 comuni. A Cernusco l’operazione, accolta dai soci come una salvezza, chiude i conti con il passato della Bcc, che nel curriculum vanta pure, a metà anni 2000, un commissariamento di Banca d’Italia per la concessione di crediti facili. Un caso da manuale, quello di Cernusco, per descrivere come il sistema possa prestarsi a modelli tutt’altro che virtuosi e che, nonostante allarmi e correzioni, i vizi restino sempre lì. Tra prestiti facili, conflitti d’interesse e commistioni con la politica.
La fusione per salvarsi da conflitti di interesse, politica e denari facili“, di Lorenzo Bagnoli e Luca Rinaldi
4 giugno 2018
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