Un’agenzia della morte. E’ questa la macabra connotazione che sembra avere la banda dei presunti killer di Jan Kuciak arrestati il 1 ottobre. Un’agenzia non registrata su carta, ma con le stesse prerogative di un servizio clienti, in cui Alena Zsuzsova – interprete di italiano – prendeva ordinazioni per omicidi. Questo il quadro che emerge dalle ultime informazioni ricevute da Aktuality.sk – il giornale per cui lavorava il giovane reporter slovacco ucciso a sangue freddo a febbraio scorso. Stando a quanto scritto dal quotidiano, almeno due degli accusati per l’omicidio di Jan Kuciak stavano pianificando l’assassinio di un magistrato, il vice procuratore generale Petra Šufliarsky.

E’ stato avviato un procedimento penale nuovo a carico degli arrestati, accusati quindi di ordire l’omicidio Kuciak e di avere preso l’ordinazione anche per quello di Šufliarsky.

Il 1 ottobre la magistratura slovacca aveva presentato in una conferenza stampa i risultati delle indagini che avevano portato agli arresti di due presunti killer su commissione: l’ex poliziotto Tomas Szabo e l’ex militare Miroslav Marcek. Sarebbero stati pagati 70 mila euro per giustiziare Jan e la sua fidanzata Martina. A dare l’incarico l’interprete Alena Zsuzsova, che aveva lavorato anche anche per l’imprenditore slovacco Marian Kocner.

Resta ad ora completamente oscuro il mandante e il movemente sia nel caso dell’omicidio di Jan, sia nel caso dello scampato procuratore Šufliarsky.

Jan stava lavorando con IRPI, Investigace e OCCRP ad una serie di inchieste sulla ‘Ndrangheta in Slovacchia. Il consorzio, con Aktuality, sta continuando il suo lavoro.

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