CHI SIAMO

Il primo centro di giornalismo di inchiesta in Italia, nato nel 2012.

In un periodo di crisi che sta riducendo gli organici delle redazioni, tantissimi giornalisti, un numero senza precedenti, non hanno più un posto di lavoro. Per il bene della nostra professione – e ancora di più della democrazia stessa – sentiamo il bisogno di salvaguardare e allargare lo spazio del giornalismo di qualità.
C’è un solo modo per farlo: creare nuovi modelli economici che permettano di svolgere un’attività così importante.

Charles Lewis

Giornalista e scrittore

Investigative Reporting Project Italy (IRPI) è un progetto nato nel 2012 grazie all’incontro dei suoi futuri fondatori a Kiev, nell’ottobre 2011 nel corso della settima edizione della Global Investigative Journalism Conference (GIJC). Al loro ritorno in Italia otto giornalisti, Guia, Leo, Cecilia A., Giulio, Lorenzo, Cecilia F., Guido e Alessia, si sono posti un interrogativo: perché non esportare anche da noi quel tipo di giornalismo di cui si era discusso in Ucraina davanti a 500 giornalisti di tutto il mondo? Sono seguiti mesi di grande fervore, piani elaborati, scambi di idee con famosi colleghi americani ed europei, subito scelti come nostri advisor, consulenti. Poi, la partenza. E’ stata così costituita un’associazione no-profit, IRPI, appunto, la prima di questo genere in Italia, che si dedica al giornalismo d’inchiesta.

Abbiamo un obiettivo: dar vita nel nostro paese a un’iniziativa centrata esclusivamente su un modello da anni attivo negli Stati Uniti e in Europa.

Con le nostre inchieste, finanziate da primarie fondazioni internazionali e diffuse online in italiano e in inglese, intervieniamo nel dibattito sullo stato del giornalismo nostrano, per arricchirne gli standard.

Siamo forse arroganti se, come siamo convinti, vogliamo adottare formule diverse da quelle oggi in uso? Le nostre storie saranno degli exposé, racconti di denuncia, sull’esempio di quanto ci mostra il meglio della stampa straniera.

Per questo motivo curiamo l’aspetto transnazionale delle inchieste, ingrediente fondamentale delle nostre ricerche, potendo contare su un’ampia rete di contatti. Ma non solo. Le nostre inchieste avranno un’impronta internazionale, con articoli pubblicati in contemporanea su giornali non solo italiani.

IRPI ha un’anima italiana, ma la esprime a livello globale, con spirito aperto a tutte le collaborazioni. Offre ai media e ai giornalisti stranieri un servizio di fixing, inaugurando un’area di mercato finora poco esplorata in Italia. Un servizio efficiente e professionale con lavoro sul campo per qualsiasi tipo di media, carta stampata, giornali on line, produzioni radio-televisiva [se cerchi ulteriori informazioni puoi cliccare qui].

L’Italia è un osservatorio speciale per la nostra professione. La corruzione è un cancro che, secondo la Corte dei Conti, divora 60 miliardi di euro all’anno. Un fenomeno che, in base alla classifica elaborata nel 2012 da Transparency International, precipita il nostro paese al 72° posto su 174.

L’Italia è anche il paese dove prosperano Cosa Nostra, Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita, organizzazioni criminali che operano ormai in tutto il mondo. In particolare oggi il ruolo-guida è affidato alla ‘Ndrangheta calabrese, che per la polizia tedesca rappresenta il maggior gruppo criminale presente in Germania dagli anni Ottanta ai giorni nostri.

Il Manifesto

Investigative Reporting Project Italy, in breve IRPI, è un’associazione di giornalisti investigativi, la prima del genere in Italia, che come Centro per il giornalismo d’inchiesta sperimenta nuovi modelli di produzione di servizi in due lingue, italiano e inglese.

Facciamo inchieste su traffici illeciti di ogni sorta, scelte politiche o imprenditoriali sospette, guarda con occhio attento agli sprechi nella spesa pubblica, perché sia corretta e depurata dalle clientele politiche e dai nepotismi; denuncia affari e interessi della criminalità organizzata, spesso legata a doppio filo con la politica; denuncia altresì la devastazione ambientale e le conseguenze di politiche aziendali che privilegiano il profitto allo sviluppo sostenibile.

Abbiamo un’audience globale, ci rivolgiamo ai media italiani e internazionali disposti a pubblicare le nostre inchieste. Crediamo che il giornalismo debba essere il cane da guardia della democrazia, un “watchdog”, secondo lo spirito che anima la miglior stampa anglosassone. Per questo, lavoriamo sia con giornalisti italiani sia stranieri, in collaborazione con altre organizzazioni estere di giornalismo di inchiesta.

Finanziamo le nostre inchieste in modo innovativo, presentando progetti a “charities”, cioè a enti benefici, e a primarie fondazioni internazionali, europee o americane, che hanno a cuore il futuro del giornalismo di inchiesta e nei loro statuti prevedano di sostenerlo. Puntiamo su progetti spesso in competizione con quelli di altre organizzazioni giornalistiche, convinti, come siamo, che solo la concorrenza aiuta a crescere, senza scorciatoie “all’italiana”, senza “apparentamenti” politici che aborriamo.

Le sovvenzioni, così ottenute, servono a coprire i costi delle ricerche e consentono di vendere a giornali italiani o internazionali i nostri lavori. Siamo anche soliti, come avviene soprattutto nel giornalismo inglese e americano, a “co-produrre” inchieste con singole testate, sia italiane sia internazionali. Prevediamo anche forme di “crowd-funding” per l’auto sostentamento.

Cosa facciamo

Inchieste

Siamo giornalisti di inchiesta, il nostro lavoro è fare inchieste giornalistiche. Le nostre inchieste hanno l’obiettivo di informare i nostri lettori rispetto a tutte le forme di malaffare, con un’attenzione particolare alle questioni di interesse pubblico. I nostri lavori sono sviluppati in forma di inchieste scritte, inchieste video e documentari web.

Fixing

Offriamo inoltre servizio di “fixing” per l’intero territorio nazionale. I nostri soci offrono aiuto a giornalisti stranieri e agenzie di stampa internazionali in cerca di un supporto riguardo il reperimento di documenti dati e statistiche, il sostegno logistico e l’appoggio linguistico. Il servizio di “fixing” copre le seguenti lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e giapponese.

Articoli

Qui trovi articoli scritti da noi che riguardano temi quali il mondo del giornalismo, dei diritti umani, della criminalità e della libertà di espressione e di informazione.

Il direttivo

 

Cecilia Anesi

Presidente / Reporter Cecilia_webCecilia Anesi è laureata in Giornalismo e Sociologia alla City University di Londra, nel 2011 ha co-diretto Toxic Europe, documentario di inchiesta sul traffico di rifiuti che ha vinto il Premio Best International Organised Crime Report 2011 ed è stato candidato al Data Journalism Award 2012. Oggi Cecilia realizza inchieste in team, come Food for Fraud (2013), incentrata sulle frodi alimentari, la Saga Suntech (2014), uno spin-off del progetto Chinaleaks dell’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) che ha raccontato la nascita e il decollo del colosso cinese dei pannelli solari, Suntech, passando dalle British Virgin Islands a contatti indiretti con la mafia italiana, i Lupi D’Europa (2014) che ha ricostruito la vita e le opere del gruppo di truffatori che hanno fornito i finti titoli di stato tedeschi a Suntech. Quest’ultima e’ stata co-prodotta dal centro di giornalismo d’inchiesta tedesco Correct!v e pubblicata in quattro lingue da Correct!v, dall’Espresso, dal Tages-Anzeiger, da El Confidencial e da Il Dispaccio. Cecilia cura, assieme a Giulio Rubino, il neonato MafiaBlog di Correct!v, scrivendo di mafia italiana e transnazionale.

Leo Sisti

Direttore esecutivo / Reporter Laureato in Legge, giornalista, già inviato speciale de “L’Espresso”, è collaboratore dello stesso settimanale, del “Venerdì” di “Repubblica” e del “Fatto Quotidiano”. Per molti anni, all’Espresso”, si è occupato di finanza, mafia, corruzione politica, Vaticano, crimine organizzato, terrorismo islamico. Ha vinto quattro premi giornalistici: uno in Italia, nel 1996, “Il Premiolino”, per aver rivelato su “L’Espresso” che All Iberian, una società usata come veicolo di tangenti finite, tra gli altri, anche all’ex premier Bettino Craxi, era, nonostante le smentite, controllata dal gruppo Berlusconi; tre negli Stati Uniti, assegnati nel 2008, 2009 e 2011 da “Investigative Reporters and Editors” per tre inchieste transnazionali realizzate con il network americano “The International Consortium of Investigative Journalists” (ICIJ), di cui è membro dal 2000: “Tobacco Underground”, “Collateral damage” e “The Black Market in Bluefin”. Ha scritto nove libri: Il Banco paga (con G.Modolo, Mondadori 1982); La morte del Maestro (con L.Coen, Mondadori 1987); Il caso Marcinkus (con L. Coen, Mondadori 1991); Les Nouveaux Reseaux de la Corruption (con Fabrizio Calvi, Albin Michel 1994);  L’Intoccabile. Berlusconi e Cosa Nostra (con P. Gomez, Kaos 1997); Piedi puliti (con L. Coen e P. Gomez, Garzanti 1998); Caccia a Bin Laden (BaldiniCastoldiDalai, 2004); L’isola del tesoro. Ciancimino e Provenzano (Rizzoli 2007). Processo all’italiana (con Piercamillo Davigo, Laterza 2012).

Guia Baggi

Tesoriera / Reporter Guia Baggi, dopo essersi laureata in Media e Giornalismo presso l’Università di Firenze, ha partecipato al Master Mundus Journalism and Media within Globalisation, un programma congiunto che nel suo caso l’ha portata a studiare nelle università di Aarhus, Amsterdam e Amburgo. Grazie a questa esperienza accademica transnazionale, ha potuto dedicare un intero anno allo studio del giornalismo investigativo e in particolare delle organizzazioni no-profit di giornalismo investigativo, che sono state al centro della sua tesi. Ha così partecipato a Summer school, conferenze e a un corso di giornalismo investigativo con l’idea di sviluppare in Italia un’organizzazione dedita al giornalismo investigativo simile a quelle esistenti in altri paesi. Dal punto di vista giornalistico, ha maturato esperienze principalmente nell’ambito di media locali e comunitari con sede a Firenze. Ha, infatti, frequentato le redazioni di Controradio e Novaradio, quella regionale de Il Manifesto, e più recentemente quella online del quotidiano La Nazione. She, in fact, interned in both radio stations Controradio and Novaradio, in the regional newsroom of the daily Il Manifesto and, more recently, in the online department of the newspaper La Nazione.

Lorenzo Bagnoli

Bagnoli_webConsigliere / Reporter Lorenzo Bagnoli è un giornalista freelance. Ha un master in Giornalismo conseguito all’Università Cattolica di Milano. Ha cominciato a lavorare nel 2011 per l’agenzia di stampa Redattore sociale e per Terre di mezzo street magazine. Oggi è anche collaboratore di Q code magazine e Il Fatto quotidiano. Ha lavorato per Peacereporter, E il mensile (Emergency), Linkiesta e Lettera43. Nel 2014 ha pubblicato per Sperling&Kupfer “Lezioni di mafia”, un libro basato su 12 lezioni dell’ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Scrive soprattutto di questioni sociali e lavora a progetti di giornalismo investigativo transnazionale. Ha girato il film “Vacanze forzate” (insieme a Marco Billeci) presentato al Milano film festival edizione 2011. Il lavoro racconta l’accoglienza dei profughi arrivati a Milano dopo gli sbarchi dovuti alle Primavere arabe in Nord Africa. È stato menzionato dal Gruppo dello zuccherificio per un’inchiesta sul traffico di visti titolata Frontiere di carta e pubblicata da Terre di mezzo street magazine. Ha condotto tre workshop per giornalisti stranieri in Senegal, Guinea Conakry e Gaza.

Lorenzo Bodrero

BodreroConsigliere / Reporter Lorenzo Bodrero ha conseguito due lauree in Scienze della Comunicazione all’Università di Torino e alla Hanze Hogeschool di Groningen, Olanda. Ha lavorato come responsabile della comunicazione per FLARE Network per quattro anni e per tre anni è stato redattore del giornale online Bright, un magazine online incentrato sulla criminalità organizzata transnazionale. In FLARE, Lorenzo era inoltre responsabile del Best International Organised Crime Report. Per IRPI ha coprodotto le inchieste “Food for Fraud” e “Mafia in Africa”. E’ inoltre il co-autore dell’e-book “Scacchiera Expo, la mappa del potere prima e dopo l’Esposizione Universale”. Nel 2015 ha collaborato alla realizzazione dell’inchiesta, firmata da OCCRP, “Unholy Alliances”, vincitrice del premio Global Shining Light Award. Follow @LoreBodre

Alessia Cerantola

Segreteria / Reporter Alessia Cerantola è una giornalista professionista freelance di Bassano del Grappa che attualmente si occupa di questioni sociali, politiche ed economiche dall’Italia, il Giappone e la Corea del Sud. Dal 2010 i suoi articoli sono stati pubblicati da Internazionale, ANSA, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, il Fatto Quotidiano, Lettera 43, Narcomafie, Liberazione, Il Gazzettino, the Europena Journalism Observatory, Actu-International, the European Journalism Centre, Vanity Fair e i suoi video sono stati trasmessi su SkyTG24. Per i suoi lavori giornalistici ha ottenuto cinque premi nazionali e menzioni speciali. Dopo la laurea quadriennale in Lingue e civiltà orientali, con una specializzazione in lingua e letteratura giapponese all’Università di Venezia, ha frequentato un master biennale in giornalismo all’Universtià di Torino. Ha svolto parte del tirocinio formativo nell’ufficio dell’ANSA di Tokyo e alla Camera di commercio italiana in Giappone.

Cecilia Ferrara

Consigliere / Reporter Cecilia Ferrara è una giornalista freelance, laureata in Storia dell’Europa contemporanea all’Università di Firenze. Dal 2000 ha iniziato a lavorare come giornalista nella radio comunitaria Novaradio, la radio dell’Arci di Firenze. Nel 2003, assieme ad altri giornalisti è tra i fondatori della cooperativa Innova, cooperativa di produzione di news e comunicazione. In seguito si è specializzata nei Balcani, politica, società e crimine organizzato e ha vissuto tra il 2007 e il 2010 tra Sarajevo e Belgrado scrivendo per numerose testate italiane e internazionali quali Venerdì (la Repubblica), Osservatorio Balcani and Caucaso, Left-Avvenimenti, Europa, Transition on line, Le Jeudì, Narcomafie, Avvenire, Carta, Peacereporter, Rinascita. Nel 2011 ha scritto assieme ad altri tre colleghi Narconomics un libro che parla di traffico internazionale di cocaina ed eroina. Ha da poco realizzato un’inchiesta grazie a un grant dell’European fund for Investigative Journalism che è stata shortlisted per il Data Journalism Award 2013.

Giulio Rubino

Consigliere / Reporter Giulio Rubino ha un master in giornalismo conseguito all’Università “la Sapienza” di Roma. Ha lavorato per l’ufficio stampa della Fondazione Musica di Roma e ha diretto l’ufficio stampa di Zoneattive. Nel 2007 ha lavorato come free-lance in America Latina, scrivendo e fotografando diversi reportage. Ha scritto per giornali e riviste quali Terra, il manifesto, Carta. Con Cecilia Anesi ha fondato la piattaforma web wasteemergency.com sulla crisi rifiuti campana, e ha co-diretto il documentario La Selva di Chiaiano – il parco delle sorprese, prodotto tramite il crowd-funding. Nel 2011 ha co-diretto, assieme a Cecilia Anesi e alla giornalista belga Delphine Reuter, Toxic Europe, documentario di inchiesta che ha vinto il Premio Best International Organised Crime Report 2011. Al momento lavora su progetti di inchiesta internazionali e sulla produzione di progetti video e documentari.

I soci

 

Scilla Alecci

AlecciScilla Alecci vive a New York dove lavora come giornalista freelance. Dal 2015 collabora con l’International Consortium of Investigative Journalists all’inchiesta Panama Papers e scrive di aziende e cittadini giapponesi che hanno compagnie nei paradisi fiscali. Di recente Scilla ha prodotto inchieste multimediali sulla contaminazione da piombo negli appartamenti newyorkesi e sui lavoratori negli impianti di riciclo, ed un documentario sugli abusi sulle donne che lavorano nelle carceri. Fino al 2014 Scilla ha vissuto a Tokyo dove ha lavorato come video giornalista per Bloomberg News e altre testate internazionali producendo reportage sul disastro nucleare e su questioni economico-sociali in Giappone, Corea e Nepal. Scilla ha mosso i primi passi nel mondo del giornalismo investigativo nel 2010 con un tirocinio presso l’ICIJ partecipando a due inchieste vincitrici di premi internazionali. Il suo lavoro è stato pubblicato dal New York Times, The Huffington Post, Reuters,The Diplomat e altri.

Antonella Beccaria

BeccariaAntonella Beccaria è una giornalista freelance. Ha collaborato con varie testate cartacee, online e radiofoniche (tra queste Il Fatto Quotidiano, I Siciliani Giovani, Radio Città del Capo, Liberazione) e per le trasmissioni televisive di RaiTre condotte da Carlo Lucarelli (Lucarelli Racconta e La tredicesima ora). Da anni conduce inchieste su criminalità politica, terrorismo, mafia e corruzione e su questi temi ha scritto vari libri pubblicando con diversi editori (Newton Compton, Il Saggiatore, Aliberti Editore, Nutrimenti, Stampa Alternativa). Dal 2013 fa parte del consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna e ha tenuto corsi su giornalismo, Internet e diritto d’autore in rete per la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna, l’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna, Arci Nazionale ed enti privati.

Matteo Civillini

CivilliniMatteo Civillini ha un master in Giornalismo Investigativo conseguito alla City University di Londra. Attualmente lavora come reporter per VICE News Italia, di cui ha fatto parte fin dalla sua nascita nel settembre del 2015. Prima di tornare in Italia, ha collaborato con il Centre for Investigative Journalism di Londra, dove si è specializzato in Freedom of Information e nell’analisi di appalti pubblici. Nel 2015 ha realizzato, insieme a un giornalista locale, un’inchiesta sul conflitto di interessi nel commercio delle armi in Botswana. Il lavoro è stato pubblicato dal magazine olandese ZAM e da Business Weekly&Review in Botswana. Ha scritto per VICE News, Agence France-Presse, il Mafia blog di Correctiv!, OCCRP e Rivista Undici.

Lorenzo Di Pietro
Sara Farolfi
Giuseppe Legato
Sara Menafra
Luca Rinaldi

RinaldiLuca Rinaldi è giornalista free-lance. Attualmente lavora con il Corriere della Sera, Linkiesta e Lettera43. In passato ha lavorato per Radio 24 – Il Sole 24 Ore, vice News e Wired. Nel 2011 ha pubblicato “Antimafia senza divisa” (Blonk), mentre nel 2013 “Virus Mafia; il contagio al nord” (linkiesta). Con Lorenzo Bagnoli e Lorenzo Bodrero nel 2015 ha scritto “Scacchiera Expo: la mappa del potere prima e dopo l’esposizione universale”. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Sodalitas per una inchiesta sul traffico illecito delle opere d’arte e nel 2015 ha ricevuto il Premio Vergani con una inchiesta sul traffico illecito di rifiuti in Lombardia.

Gli advisor

 

Milena Gabanelli

(Italia) Milena Gabanelli è una giornalista e conduttrice televisiva italiana. Opera come freelance collaborando con la Rai a programmi televisivi d’inchiesta, tra cui il programma di inchiesta settimanale “Report” di cui è l’ideatrice. Nella sua carriera ha vinto 20 premi giornalistici, tra cui il Premio Ilaria Alpi (2001) e il Premio Reporteros del Mundo (2012).

Mark Hunter

(Stati Uniti/Francia) Mark Lee Hunter è un giornalista d’inchiesta pluri-premiato, autore e ricercatore a Parigi. Al momento professore aggiunto e ricercatore all’INSEAD. Per i suoi lavori Hunter è stato premiato due volte dall’Investigative Reporters and Editors (IRE).

David Leigh

(Regno Unito) David Leigh è capo redattore dell’ufficio inchieste del The Guardian e ex autore di World in Action, programma di inchieste per la Granada TV inglese. Leigh si è occupato per il Guardian di trattare con Assange per il rilascio delle informazioni riservate della diplomazia americana riguardanti le guerre in Afghanistan e in Iraq, sulla base della sua esperienza Leigh ha poi scritto insieme a Luke Harding il libro “WikiLeaks: Inside Julian Assange’s War on Secrecy”.

Charles Lewis

(Stati Uniti) Charles Lewis (Stati Uniti) è giornalista d’inchiesta nonché fondatore e direttore esecutivo dell’ Investigative Reporting Workshop all’American University di Washington D.C. Già produttore per la ABC TV e per il programma “60 minutes” della CBS, Lewis è fondatore del Center for Public Integrity.

Serena Tinari

(Svizzera/Italia) Serena Tinari è una giornalista d’inchiesta per SRF, canale pubblico svizzero-tedesco. Sempre in Svizzera, ha lavorato a lungo anche per RSI (Radio Televisione Svizzera). Il suo video-documentario “Tamiflu.inc, a Pandemic Business” ha vinto il premio speciale della giuria del Daniel Pearl Award (2011).

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