di Leo Sisti

“In cleric’s abduction in Italy, the CIA all but left a calling card”, pubblicato in lingua inglese in originale, è un articolo che è parte della più larga inchiesta “Collateral Damage”. Per più di un anno, nel 2007, the International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) ha condotto un’indagine per valutare l’influenza delle lobby straniere e l’impatto del terrorismo sull’addestramento militare e sulle politiche di assistenza degli Usa nel post-11 settembre.

In particolare l’articolo “In cleric’s abduction in Italy, the Cia all but left a calling card” è il racconto del sequestro dell’imam egiziano Hassan Mustafa Osama Nasr, nom de guerre Abu Omar, rapito nel 2003 dalla Cia a Milano con il coinvolgimento del Sismi, l’ex servizio militare d’intelligence. Imam poi portato in una prigione del suo paese, qui torturato e infine liberato dopo quattro anni. E’ un caso classico di “rendition”, come sono definite in gergo queste operazioni.

Per gli uomini della Cia il processo si è definitivamente chiuso il 19 settembre 2012 quando la Corte di Cassazione ha confermato le condanne, tra sette e nove anni, comminate in appello a 23 di loro (più un colonnello dell’aviazione americana). Per quelli del Sismi invece la Suprema Corte ha sentenziato che il processo a loro carico, a partire dall’ex direttore, il generale Niccolò Pollari, dev’essere rifatto. Sia in primo grado che in appello essi erano stati “graziati” dal segreto di stato, da loro opposto, e quindi nei loro confronti era stato decretato il cosiddetto “non luogo a procedere”. Una sostanziale impunità, ora non riconosciuta dalla Corte di Cassazione. Che ha così ordinato un nuovo processo, sempre a Milano.

Nel 2008 “Collateral Damage” è stato insignito, negli Usa, del premio assegnato da Investigative Reporters and Editors nella categoria “on line”, ricevendo un “Certificate”.

– L’articolo completo è disponibile solo in inglese

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