di Ossigeno per l’informazione

I giornalisti Cecilia Anesi e Leo Sisti avevano condotto un’inchiesta, pubblicata anche da L’Espresso, che si inserisce in una più ampia indagine su truffe internazionali.

Il 6 ottobre 2016, dopo un anno di battaglie legali e udienze rinviate, il Gip del Tribunale di Milano, Valerio Natale, ha archiviato la querela per diffamazione nei confronti dei giornalisti Cecilia Anesi e Leo Sisti, rispettivamente presidente e direttore di IRPI (Investigative Reporting Project Italy), un progetto di giornalismo d’inchiesta nato nel 2012.

Erano stati querelati l’8 ottobre 2014 da Yulia Shesternikova, moglie di Marco Russo, un uomo coinvolto in uno scandalo per truffe in ambito finanziario. La signora si riteneva offesa da un articolo intitolato “Quel genio della finanza truffatore seriale

Al termine dell’istruttoria preliminare, il giudice ha stabilito che i giornalisti hanno esercitato correttamente il diritto di cronaca. A difendere i due cronisti l’avvocato Caterina Malavenda, e a sostenerli economicamente il Centro di giornalismo d’inchiesta di Berlino, Correctiv, che aveva commissionato l’inchiesta.

L’articolo è un capitolo di un’inchiesta internazionale su una truffa ai danni di aziende tedesche e austriache, che sarebbe stata  perpetrata attraverso la falsificazione di titoli di Stato. L’inchiesta, a cura di IRPI, è stata pubblicata in vari capitoli su L’Espresso, Il Dispaccio, El Confidencial, Correctiv e il Tages Anzeiger (leggi). Shesternikova lamentava di essere stata diffamata, e pertanto chiedeva il sequestro preventivo dell’articolo sia in italiano sia in inglese e si riservava di costituirsi parte civile nel procedimento, per essere stata citata nell’articolo ed essere stata identificata come “la donna che posò con il fucile Ak-47”, nonché come la persona che ha sempre “sostenuto” il marito. La moglie di Russo ha querelato soltanto gli autori dell’inchiesta, e non le testate che l’hanno ripubblicata.

Il PM, Adriano Scudieri, il 10 febbraio 2015 aveva presentato richiesta di archiviazione, ma il 23 marzo la Shesternikova aveva presentato opposizione.

Per la stessa inchiesta è in corso a Terni un altro procedimento per diffamazione che coinvolge la giornalista Anesi e il collega spagnolo Daniele Grasso, assistiti dai legali Tiziano Veltri e Matteo Calori. E, infine, per il “capitolo zero” della stessa inchiesta, pubblicato sul giornale spagnolo El Confidencial, la Anesi e il giornalista Gianluca Martelliano erano stati citati per danni, ma hanno vinto la causa.

Questo articolo è stato pubblicato da Ossigeno per l’informazione il 19 dicembre 2016.

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