di Lorenzo Bagnoli

Il 9 gennaio a Milano ha avuto inizio un processo storico. Da una parte ci sono i legali della ong Friends of the earth, che rappresentano il re Francis Ododo e gli oltre 5 mila abitanti della comunità Ikebiri, un popolo che vive di pesca e agricoltura sul delta del Niger, in Nigeria. Dall’altro c’è il colosso dell’Oil&Gas Eni, insieme alla sua controllataNigerian Agip Oil Company (Naoc).

La comunità nigeriana chiede a Eni 2 milioni di euro di risarcimento danni per un disastro ambientale avvenuto nel 2010 a Clough Creek, nello Stato meridionale del Beyalsa. A questo aggiungono la bonifica di 17,5 ettari di terreni contaminati da 150 barili di petrolio fuoriusciuti dalle tubature di un oleodotto.

Da parte sua, Eni riconosce l’incidentema non la sua entità. I danni, secondo la difesa, sono di 10 mila euro, gli ettari interessati 9 e i barili sversati 50.

L’articolo completo è stato pubblicato su Osservatorio Diritti il 10 gennaio 2018.
Photo credit:  Friends of the earth Europe

 

Pin It on Pinterest

Share This