“Ad esempio – mi dice Yousef via Skype – adesso non ho elettricità in casa, ho un generatore a benzina per i momenti di black out e se finisce la benzina, come ora, ho un trasformatore a cui attacco la batteria della macchina. Con questo posso accendere un paio di luci, ricaricare il portatile, oppure vedere la televisione. Siamo abituati, è così ormai da 5 anni”.

Yousef al Helou, reporter di Al Etejah tv da Gaza, racconta la vita durante i black out. Nella striscia di Gaza la luce manca per circa otto ore al giorno e lui è uno dei privilegiati che si può permettere un generatore a benzina (e la benzina). Solo pochi giorni fa, per la sua tv, Yousef ha dovuto raccontare la storia di una famiglia, i Dahir, sterminata da un incendio: padre, madre e tre bambini. La compagnia elettrica aveva staccato la luce, pare per un problema tecnico; in casa una candela dimenticata ha fatto il resto.

Il gas di Gaza e gli sprechi dell’Unione Europea“, di Cecilia Ferrara e Assia Rabinowitz.
18 marzo 2013

Questa inchiesta è stata possibile grazie al contributo del Journalismfund.

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