IRPI (Investigative Reporting Project Italy) aderisce alla campagna di protesta in difesa della giornalista dell’Azerbaijan Khadija Ismayilova, arrestata il 5 dicembre e messa in detenzione preventiva per due mesi. La reporter, che lavora per Radio Free Europe (RFE) e per Radio Liberty dell’Azerbaijan, è stata accusata dal procuratore di Baku di “incitazione al suicidio”. A lei si contesta di aver indotto un freelance a cercare di uccidersi perché avrebbe suggerito al direttore di RFE di non farlo più collaborare. In realtà si tratta di un pretesto. Khadija infatti aveva denunciato in passato pubblicamente, nei circuiti giornalistici internazionali, quali fossero gli interessi d’affari della famiglia del presidente Ilham Aliyev.

Khadija Ismayilova. Photo: @Khadija0576 / Twitter

Khadija Ismayilova. Photo: @Khadija0576 / Twitter

Ora si trova in carcere rischiando di essere condannata, alla fine di un processo che sarà comunque seguito dai media di tutto il mondo, a una pena di sette anni. Non sarà un’immagine positiva per l’Azerbaijan proprio quando, nel giugno 2015, la capitale Baku ospiterà la prima edizione dei Giochi Olimpici Europei. E proprio quando il presidente Aliyev sta conducendo una campagna di pubbliche relazioni in vista di quell’appuntamento.

L’attacco a Khadija ha provocato la reazione del network International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) di cui la reporter fa parte insieme ad oltre 180 giornalisti di 65 paesi. Marina Walker Guevara, vicedirettrice di ICIJ, ha scritto una lettera indirizzata al procuratore dell’ Azerbaijan dichiarando che mettere in prigione Khadija per i suoi reportage significa attirare una maggiore attenzione dei media sulla libertà di stampa in uno stato desideroso di aprirsi verso l’esterno. E ricordando che Khadija non è sola, ma è circondata dal supporto di un organismo come ICIJ.

Anche Amnesty International è intervenuta sulla vicenda con una dichiarazione di John Dalhuisen, direttore per l’Europa e l’Asia centrale: “E’ un episodio che ha tutte le caratteristiche di un evidente tentativo di soffocare la libertà di espressione in Azerbaijan. Khadija Ismayilova è una delle ultime voci indipendenti di questo paese”.

IRPI chiede che Khadija Ismayilova venga liberata al più presto.

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