Era residente in un condominio nel pieno centro di Madrid e latitava dai primi di giugno, dopo la revoca da parte della Cassazione della sospensione della pena. Il broker finanziario ed ex patron del Foggia Calcio, Marco Russo, era stato condannato a quattro anni e sei mesi per truffa aggravata – la cifra calcolata è di 600mila euro – dal tribunale di Milano, nel 2014. Dal sei di luglio si trova in carcere in Italia.

Quando i carabinieri della squadra Catturandi di Milano lo hanno preso, Russo si trovava presso l’appartamento della compagna, Julia Shesternikova. Era tornato per vederla, a bordo di un volo Madrid-Milano prenotato a proprio nome.

Quattro anni fa Russo era riuscito a convincere il Tribunale di Sorveglianza dell’incompatibilità delle proprie condizioni di salute con la vita in carcere, grazie a una perizia medica.

Durante la sospensione della pena, Russo aveva anche aperto una pagina Facebook per pubblicizzare un’attività di artigianato di borse e scarpe in pelle di coccodrillo.

L’amore di Russo per l’Africa va però oltre le pelli di caimano e gli sgabelli di legno: esisterebbe una serie di progetti umanitari apparentemente avviati da Russo, ma rimasti tutti su carta.

In un’inchiesta supportata dal Connecting Continents Grant e pubblicata in Italia da The Vision.

L’uomo che ha cercato di fregare mezzo mondoi”, di Lorenzo Bagnoli, Cecilia Anesi, Lorenzo Di Pietro.
31 luglio 2018
Share This