di Cecilia Anesi e Giulio Rubino

Chi vive in queste terre lo sospettava. Alcuni giornalisti preveggenti come Claudio Lattanzi ne hanno scritto. Ma solo oggi arriva la conferma, la ‘Ndrangheta c’e anche in Umbria, nel cuore verde d’Italia, nell’insospettabile idilliaco ‘paradiso in terra’ d’Italia, come viene spesso definito dai tanti stranieri che la amano questa terra. Ma il Raggruppamento Operativo Speciale (Ros) dei Carabinieri di Perugia e’ stato inesorabile: 61 gli arresti, tutti membri di ‘Ndrangheta legati al clan di Cirò e Cirò Marina.

Il sodalizio, da 15 anni con ‘sede distaccata’ in Umbria, aveva il suo cuore pulsante a Ponte San Giovanni, proprio nello stesso sobborgo perugino dove alcuni anni fa si scoprirono 300 appartamenti costruiti dalla Camorra. Sequestrati beni per oltre 30 milioni di euro. Nel mirino degli investigatori un sodalizio radicato nella regione, con “diffuse infiltrazioni nel tessuto economico locale” e “saldi collegamenti” con le cosche calabresi di origine”.

Scrive il Dispaccio: Diversi i reati contestati nelle misure cautelari, richieste dalla Procura distrettuale antimafia di Perugia: associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. I carabinieri del Ros stanno eseguendo gli arresti nella provincia di Perugia e in varie città italiane, contestualmente al sequestro di beni mobili ed immobili riconducibili agli indagati e ritenuti provento dei reati. L’inchiesta, spiegano gli investigatori, “ha documentato le modalità tipicamente mafiose di acquisizione e condizionamento di attività imprenditoriali, in particolare nel settore edile, anche mediante incendi e intimidazioni con finalità estorsive”.

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