di Lorenzo Bagnoli

Abdallah Toumia è il volto più noto della guardia costiera libica. Ammiraglio, una vita in marina – ha cominciato ai tempi di Gheddafi –, chi lo conosce dice che non c’è niente da ridire sulla sua professionalità. È lui che ha firmato il Memorandum of understanding del 23 agosto 2016 con la forza europea Eunavfor Med, dove si stabiliva che la missione chiamata Operazione Sophia si occupasse di formare i militari e i guardacoste libici.

È lui che, vestito con un tradizionale caftano viola, ha risposto alle domande dei giornalisti italiani nel giugno 2018, durante una conferenza organizzata dalla guardia costiera italiana a Roma sul progetto di costruire un centro di coordinamento per il soccorso marittimo a Tripoli: il Libyan maritime rescue coordination center (Lmrcc). Il primo passo era ottenere il riconoscimento di una zona di ricerca e soccorso (Sar) sotto l’autorità libica entro la quale la marina del paese avesse il compito di coordinare le operazioni di salvataggio. L’area designata si spinge fino circa a 130 miglia a nord del golfo della Sirte. […]

L’articolo completo è stato pubblicato su Internazionale il 13 novembre 2019.
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