di OCCRP

Un tabloid serbo, Informer, con una serie di articoli, sostiene che una rispettabile organizzazione non-profit di giornalismo investigativo, KRIK, stia tentando di rovesciare il governo serbo. Lo fa citando informazioni che sembrano provenire da servizi segreti, intelligence e sorveglianza. Molte organizzazioni di giornalismo investigativo e non solo hanno condannato il tabloid per quello che viene visto come un attacco politico contro un autorevole portale on-line di giornalismo.

L’Informer è un attivo sostenitore del primo ministro serbo, Aleksandar Vučić. Il suo editore e proprietario, Dragan Vučičević, ha sempre confermato le sue relazioni amichevoli con il primo ministro, così come la sua amicizia con il fratello di Vučić, Andrej.

I recenti attacchi del tabloid contro il network serbo di giornalismo investigativo su corruzione e criminalità (KRIK) includono informazioni che sembra provenire da polizia, dossier segreti o dal monitoraggio di giornalisti KRIK da parte di agenzie governative.

In un’intervista televisiva andata in onda su PINK TV lo scorso mercoledì, l’editore del tabloid ha rivelato in anticipo una storia su cui i giornalisti di KRIK stavano lavorando – ovvero che il primo ministro ha grandi patrimoni immobiliari a Belgrado nascosti sotto il nome di membri della sua famiglia.

Il giornale ha anche pubblicato i nomi di più persone con cui KRIK ha parlato come possibili fonti. Se fosse vero, le rivelazioni potrebbero mettere in pericolo la vita delle fonti e dei giornalisti.

KRIK ha scritto molto su persone vicino a Vučić. Ad esempio ha rivelato il presunto coinvolgimento del sindaco di Belgrado, Siniša Mali, in privatizzazioni sospette di corruzione, oppure un presunto omicidio imputabile al Ministro della Salute serbo nell’epoca in cui lavorava come medico per il clan di Zemun e infine ha pubblicato filmati di un incontro del ministro degli esteri con un socio di Darko Sarić, condannato per contrabbando internazionale di cocaina.

Ma fino ad oggi, KRIK non aveva ancora scritto niente su Vučić. L’Informer ha affermato che la storia sul patrimonio immobiliare della famiglia di Vučić è falsa ed è un piano per screditare il primo ministro.

Le accuse da parte dell’Informer contro KRIK non sono nuove. I giornalisti di KRIK si sono trovati più volte accusati di collaborare con i servizi segreti stranieri, di lanciare falsi scandali e di essere un’organizzazione di spionaggio che mira a indebolire il governo.

Ma gli ultimi attacchi, voluti dal capo redattore dell’Informer Vučičević, sono stati molto più sinistri e personali. E sembrano basarsi su del materiale che avrebbe potuto essere raccolto solo da azioni specifiche di sorveglianza, intercettazioni telefoniche, pedinamento, e altri tipi di raccolta di informazioni di intelligence.

Nella sua intervista di mercoledì, Vučičević ha ripetuto le solite affermazioni del suo giornale. Ha detto che il capo di KRIK, il caporedattore Stevan Dojčinović, “si ritrae falsamente come giornalista”, mentre in realtà collabora con l’editore di OCCRP Andrew Sullivan a Sarajevo che, dice Vučičević , “lavora per le agenzie di intelligence occidentali”.

KRIK aveva annunciato che sarebbero stati rivelati dettagli sulle proprietà di politici serbi. Ma KRIK stava di fatto lavorando su una storia sulle proprietà della famiglia Vučić – e qui si pone la domanda: come ha fatto Vučičević a saperlo?

Dopo l’intervista, l’Associazione Indipendente dei giornalisti della Serbia (NUNS), ha invitato le autorità a indagare se Vučičević ricevuto queste informazioni da qualche agenzia governativa, e se i telefoni dei giornalisti KRIK sono sotto o i giornalisti sono controllati in qualche modo. NUNS ha fatto anche un appello per boicottare Informer.

Andreas Poltermann, capo dell’ufficio della Heinrich Boll Foundation di Belgrado, ha espresso solidarietà a KRIK. Ha detto che la campagna di Informer “conferma” la Serbia è “sotto scacco da un unico partito politico, specificatamente quello del primo ministro”, che è “sostenuto apertamente” da alcuni media in Serbia.

Venerdì scorso, la prima pagina di Informer ha pubblicato un’immagine di Dojčinović dal titolo “La spia francese sado-masochista”. Il giornale lo ha raffigurato come un feticista e amante del sado-maso, ma ha anche continuato ad insinuare di una sua collaborazione presunta con i servizi segreti francesi.

KRIK è un centro giornalismo investigativo non-profit riconosciuto a livello internazionale. Ha vinto numerosi premi internazionali, tra cui il prestigioso premio Global Shining Light. I giornalisti tutta l’area balcanica sono impegnati ad appoggiare KRIK e hanno chiesto la fine della persecuzione. Hanno anche espresso preoccupazione per il possibile ruolo del governo negli attacchi.

IRPI si unisce al supporto della rete KRIK e del caporedattore Stevan Dojčinović e alla richiesta di chiarezza da parte del governo serbo.

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