Tra decine di società anonime, l’inchiesta documenta il ruolo di un gruppo di società offshore che, secondo una serie di indagini giudiziarie aperte in Italia, Brasile, Argentina e Svizzera, sarebbero servite a gestire fondi neri e pagare tangenti in mezzo mondo. Il colosso industriale italo-argentino, ora sotto inchiesta per corruzione, controlla una rete segreta di offshore. Dal Brasile le indagini si allargano a Milano, Buenos Aires e Lugano. E le accuse coinvolgono i re dell’acciaio. Una rete parallela di tesorerie offshore, ora portata alla luce da un’inchiesta giornalistica internazionale fondata sull’enorme massa di atti societari, da Panama alle Bahamas fino ai Paradise Papers, che il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung ha condiviso con l’International consortium of investigative journalists (Icij), di cui fa parte L’Espresso.
Techint, tangenti dei due mondi“, di Paolo Biondani e Leo Sisti.
27 aprile 2018
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