di Transparency International Italia

Transparency International (TI), organizzazione leader nel mondo per la promozione della trasparenza e la lotta alla corruzione, dà il benvenuto al primo “EU Anti-Corruption Report” della Commissione europea, pubblicato oggi.

In questo primo rapporto ufficiale sullo stato dell’arte della lotta alla corruzione, la Commissione europea propone non solo una valutazione del fenomeno, ma anche le misure ritenute più efficaci per contrastarlo, in ognuno dei 28 Paesi UE. Afferma inoltre la volontà di promuovere al più presto politiche di contrasto alla corruzione coordinate, di cui sempre più si avverte l’esigenza.

“Le politiche e gli strumenti anti-corruzione all’interno dell’Unione differiscono molto da Paese a Paese, ma nessuno di essi può ritenersi promosso a pieni voti”, spiega Carl Dolan direttore dell’ufficio di TI a Bruxelles. Il 2013 è stato da questo punto di vista un anno pesante, e non solo per l’Italia. Anche Francia, Repubblica Ceca, Slovenia, Romania e Spagna hanno dovuto sopportare scandali di grave entità : frodi e accuse di riciclaggio di denaro a favore di politici di spicco, episodi di corruzione su larga scala e abuso dei finanziamenti ai partiti.

Per ciò che riguarda il nostro Paese, pur riconoscendo i passi in avanti che si stanno compiendo anche grazie alle recenti norme anticorruzione, si identificano alcuni problemi da affrontare con particolare urgenza:

  • I termini di prescrizione per reati di corruzione necessitano di una riforma che ne allinei il funzionamento con il resto dei paesi europei.

  • Il finanziamento ai partiti politici, fonte di alcuni dei maggiori scandali, va reso più trasparente e rendicontabile.

  • L’Autorità Nazionale Anticorruzione, ancora troppo “ai margini del gioco”, è opportuno che assuma un ruolo di coordinamento più incisivo delle attività di contrasto al fenomeno.

  • I bilanci degli enti pubblici, in particolare quelli territoriali, è importante che adottino standard di trasparenza, facilità di accesso e rendicontazione più elevati, così da scongiurare ulteriori scandali.

  • Le opere pubbliche, in particolare le grandi opere, è indispensabile che siano monitorate in ogni loro fase, dalla pubblicazione della gara al completamento dei lavori. Si raccomanda l’applicazione di strumenti di controllo più efficaci e, anche in questo caso, l’impiego di maggiore trasparenza.

  • La corruzione tra privati, reato recentemente introdotto nel nostro ordinamento grazie alla L. 190/2012, va contrastata con maggior efficacia, come prescritto dalla Decisione Quadro 2003/568/JHA.

“La continua promozione di buone pratiche da parte delle istituzioni europee e di organizzazioni della società civile, come la nostra, è necessaria ma non sufficiente.” afferma Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia “Riteniamo infatti che al fermo impegno del Governo nell’attuare questi punti, si debba accompagnare un cambiamento culturale che – partendo da un’azione svolta innanzitutto nelle scuole – investa tutti i cittadini italiani. Ognuno deve sentirsi investito del problema e farsi promotore del cambiamento”.

Per maggiori informazioni: www.transparency.it