Il 21 febbraio 2018 il giornalista d’inchiesta Jan Kuciak e la sua fidanzata Martina Kusnirova sono stati uccisi nella loro abitazione. Un anno dopo, la rete giornalistica Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP) pubblica una serie di inchieste chiamata “Unfinished Lives, Unfinished Justice” (vite spezzate, giustizia incompiuta) che prosegue il lavoro cominciato da Jan. Insieme a OCCRP, hanno partecipato all’inchiesta collettiva due centri di giornalismo d’inchiesta: l’italiano Investigative Reporting Project Italy (IRPI) e il ceco Investigace.cz. Questo era infatti il team internazionale con cui Jan Kuciak stava indagando sulle relazioni tra l’establishment del Paese e la ‘Ndrangheta, prima di essere ucciso.

L’omicidio ha scosso l’Europa quattro mesi dopo quello di Daphne Caruana Galizia, a Malta. In Slovacchia, le manifestazioni per chiedere verità e giustizia hanno contribuito alla caduta del vecchio governo. Kuciak è stato il primo giornalista ucciso nel Paese dalla caduta del comunismo e la sua esecuzione è stata, per gli slovacchi, un attacco alla libertà di stampa. Nonostante la pressione internazionale, la magistratura slovacca è ancora lontana dall’individuare i mandanti dell’omicidio.

ARTICOLI

Come le mafie sono arrivate in Slovacchia

di Pavla Holcová, Cecilia Anesi, Luca Rinaldi e Karatína Jánošíková | 18 febbraio 2019

Prima la mafia balcanica e poi la ‘Ndrangheta. La Slovacchia dal 1993 è diventata un luogo ambito dalla criminalità internazionale. Di questo si occupava il giornalista Ján Kuciak assassinato un anno fa insieme alla fidanzata Martina Kušnírová.

Cronaca di un omicidio

di Carlo Bonini, Cecilia Anesi, Giulio Rubino, Lorenzo Bagnoli, Luca Rinaldi
| 20 febbraio 2019

Un anno fa, il 21 febbraio, in Slovacchia veniva assassinato il reporter investigativo Jan Kuciak insieme alla fidanzata Martina Kusnirova. In questa inchiesta ricostruiamo, attraverso documenti giudiziari e testimonianze sin qui inediti, il filo che lega le ultime ore della giovane coppia e le domande rimaste ancora insolute.

Dalla Colombia alla Slovacchia: la ‘ndrangheta di Africo muove le tonnellate

di Cecilia Anesi, Lorenzo Bagnoli, Luca Rinaldi e Giulio Rubino | 23 febbraio 2019

Vadalà è uno dei tanti che, negli anni ’90’, sono emigrati dalla Calabria a cercare fortuna nel nuovo mercato dei Paesi post-comunisti. In 18 anni però è diventato un uomo importante: auto di lusso, vestiti alla moda, una fitta rete di relazioni tanto con politici dello Smer – il partito al governo – quanto con i servizi segreti. Non certo un allevatore qualunque.

IL TEAM DI LAVORO

OCCRP

Coordinamento: Sharon L. Lynch, Anuška Delić

Revisione testi: Sharon L. Lynch, Jodie DeJonge, Drew Sullivan, Ilya Lozovsky

Fact Checking: Birgit Brauer, Olena LaFoy

Illustrazioni: Edin Pašović

Diffusione: Alex Cooper

Layout: Adem Kuric, Michal “Rysiek” Wozniak

Investigace.cz

Giornalisti: Pavla Holcova, Eva Kubániová

IRPI

Giornalisti: Cecilia Anesi, Giulio Rubino, Lorenzo Bagnoli, Luca Rinaldi

The Investigative Center of Ján Kuciak

Giornalisti: Katarína Jánošíková

Hanno contribuito alla ricerca, alla revisione testi e agli articoli Carlo Bonini (La Repubblica), Nathan Jaccard (OCCRP), Luis Adorno (UOL Brasil), Attila Biro (Rise Romania), Atanas Tchobanov (Bivol), Jelter Meers, Karina Shedrofsky, and Katarina Sabados (OCCRP).

Si ringrazia Transcrime (Università Cattolica del Sacro Cuore) per la ricerca dati e analisi.

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